UNA CRONISTORIA: LA VOCE DEL CITTADINO E' COSTRETTA A TACERE
Il fantasma del Difensore
Civico:
una presenza scomoda
7 LUGLIO 2010 - Viaggiando
su di un treno regionale dell’Emilia Romagna ho avuto l’opportunità di notare
una delle tante locandine pubblicitarie; stavolta però non si trattava dei
soliti e ripetuti spot. L’oggetto dell’attenzione del viaggiatore in questo
caso non riguardava l’evento tipico o il cosmetico più all’avanguardia come ci
si aspetterebbe, ma la promozione di una figura istituzionale. La novità mi
porta a soffermarmi meglio: la regione stava coscientemente sponsorizzando
l’attività di una istituzione tanto importante quanto spesso sottovalutata,
almeno dalle nostre parti. Già, poichè ciò che altrove viene promosso e
ritenuto giustamente opportunità di modernizzazione e garanzia
dell’imparzialità sociale, nelle nostre zone ci si preoccupa per di più di
tacerne accuratamente l’esistenza. Con l'art. 8 della Legge 142/90[1]
la normativa europea e statale stabilisce l’istituzione di una figura garante
dei diritti del cittadino nei confronti dell’amministrazione pubblica: il
difensore civico. Costui può segnalare di propria iniziativa od in seguito ai
reclami pervenuti dai cittadini, disfunzioni, inadempienze, ritardi ed iniquità
che dall’attività gestionale di comuni, province e regioni possono emergere;è
questa la figura istituzionale su cui il cittadino conta per la difesa dei
propri diritti nei confronti di chi lo governa.