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lunedì 5 dicembre 2011


UNA CRONISTORIA: LA VOCE DEL CITTADINO E' COSTRETTA A TACERE


Il fantasma del Difensore Civico:

una presenza scomoda

Le infinite procrastinazioni di un consiglio comunale disinteressato, portano al commisariamento per l'elezione. Una volta nominato, il difensore viene depennato dopo 40 giorni di attività. Ma i soldi per la sua retribuzione furono stanziati: dove sono finiti?

7 LUGLIO 2010 - Viaggiando su di un treno regionale dell’Emilia Romagna ho avuto l’opportunità di notare una delle tante locandine pubblicitarie; stavolta però non si trattava dei soliti e ripetuti spot. L’oggetto dell’attenzione del viaggiatore in questo caso non riguardava l’evento tipico o il cosmetico più all’avanguardia come ci si aspetterebbe, ma la promozione di una figura istituzionale. La novità mi porta a soffermarmi meglio: la regione stava coscientemente sponsorizzando l’attività di una istituzione tanto importante quanto spesso sottovalutata, almeno dalle nostre parti. Già, poichè ciò che altrove viene promosso e ritenuto giustamente opportunità di modernizzazione e garanzia dell’imparzialità sociale, nelle nostre zone ci si preoccupa per di più di tacerne accuratamente l’esistenza. Con l'art. 8 della Legge 142/90[1] la normativa europea e statale stabilisce l’istituzione di una figura garante dei diritti del cittadino nei confronti dell’amministrazione pubblica: il difensore civico. Costui può segnalare di propria iniziativa od in seguito ai reclami pervenuti dai cittadini, disfunzioni, inadempienze, ritardi ed iniquità che dall’attività gestionale di comuni, province e regioni possono emergere;è questa la figura istituzionale su cui il cittadino conta per la difesa dei propri diritti nei confronti di chi lo governa.

domenica 27 novembre 2011

Ho rispolverato un vecchio articolo sulla mia cara Selinunte. E' stato l'accenno al soffocante abusivismo edilizio a farmene ricordare l'attualità. Anzi, di ciò che abbiamo osservato nel 2007, oggi ne affrontiamo le conseguenze.


Che fine ha fatto Selinunte?




CASTELVETRANO 29/10/2007 - La risposta di noi giovani è chiara: la nostra cara borgata è ormai caduta in uno stato d’abbandono. Lo scenario che si trova è sconfortante: case disabitate o sfitte per lo più fanno da contorno alla desolazione;le organizzazioni alberghiere pullulano nonostante l’assenza di servizi e strutture atti a supportarli; al di là dei ristoranti e di un paio di pub, le attività commerciali sono inesistenti, e soprattutto viene da chiedersi:”dov’è finita la gente?”